Pillole di Storia. Le Maschere apotropaiche - Mondi Antichi

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Pillole di Storia. Le Maschere apotropaiche

 

Una delle maschere apotropaiche che arricchiscono la facciata del Palazzo Lizzadri
Vi parlo di una tradizione dalle origini incerte e che risale a tempi antichissimi; quella delle maschere apotropaiche (dal greco αποτρέπειν, apotrépein = "allontanare"). Queste maschere di terracotta, dalle fattezze spaventose, venivano poste a protezione degli usci, sull'architrave o sulla chiave di volta di un arco con il compito magico di allontanare gli spiriti maligni e le negatività. Si ritiene che tale tradizione fosse in essere tra gli Etruschi. Di sicuro ne troviamo degli esempi di estrazione greca, magnogreca e romana; volti di satiri ghignanti e di gorgoni ornavano infatti le antefisse dei templi. In Calabria e in Puglia, la tradizione legata alle maschere apotropaiche ha resistito fino al primo decennio del 1900. L'iconografia di questi manufatti è molto varia: dai satiri alle gorgoni e alle medusa, a facce antropomorfiche demoniache con corna e lingua di fuori, fino a rappresentazione di alcuni Dèi quali Eolo o Poseidone nell'atto di soffiare o urlare per impedire alle forze ostili di penetrare la soglia protetta. Nel Medioevo molti borghi si dotarono di enormi mascheroni posti sopra la porta principale d'accesso (visibili ancora oggi), oltre le tantissime "testine" apotropaiche che andarono a ornare balconi, archi e finestre. Oggetti curiosi, di grande impatto visivo e artistico ma dal profondo significato esoterico e simbolico, tramandato dai tempi antichi fino ai nostri giorni. Un retaggio pagano che sopravvive ancora oggi. Per la fotografia a lato fonte Wikipedia, info di attribuzione.
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