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"Eroi per forza". Sono i vincitori a dettare le storia. Di Erik Durschmied

Recensioni

 

Articolo a cura di Andrea Rocchi C.

Recensione

"Eroi per forza. Sono i vincitori a dettare la storia" di Erik DurschmiedVoglio parlarvi del famoso saggio storico a firma di Erik Durschmied, "Eroi per forza. Sono i vincitori a dettare la storia", terzo volume di una mini serie che vede in "L’altra faccia degli eroi…" e "Eroi per caso", i precedenti volumi di "più o meno" simile argomento. In Italia è edito dalla Piemme mentre all’estero dalla Coronet Books con il titolo originale di "From Armageddon to the Fall of Rome. How the Ancient Warlords changed the World". Il titolo inglese è forse più appropriato dell'italianizzazione che potrebbe persino trarre in inganno circa la natura stessa degli argomenti trattati. Se poi si osserva la copertina "italica" con la celebre statua dell'imperatore Augusto con la manina cornuta a fronte di una fin troppo austera copertina della Coronet, sembra quasi che il saggio in questione affronti la Storia con assoluta leggerezza, con quello stile canzonatorio che potrebbe ricordarci alla lontana il Montanelli della "Storia di Roma". Infatti, quando io lo acquistai in libreria, non avendo avuto il tempo di consultarlo, pensai erroneamente che "Eroi per forza" fosse un libro dai toni leggeri ed ironici, che mi presentasse una galleria di personaggi minori, portati alla ribalta grazie alla casualità degli eventi. In fin dei conti ritenevo tale "l'eroe per forza".
Leonida fu il re spartano, eroe tragico dell'impresa dei trecento alle Termopoli. Alessandro Magno conquistò in pochi anni mezzo mondo conosciuto. Pirro fu l'illirico dalle vittorie inutili ma pur sempre un condottiero rispettato e temuto. Annibale per poco non mise nel sacco Roma e tutti i Sette Colli. Giulio Cesare è annoverato tra i più grandi generali della Storia. Ricimero, barbaro malvagio dell'ultima Roma, segnò per un decennio i destini dell'Urbe tardo-imperiale. Questi sono alcuni degli "eroi per forza" presentati da Erik Durschmied nell'opera suddetta. Sono grandissimi della Storia, non tutti "vincitori che hanno dettato la storia" come recita il sottotitolo. In realtà mi piace considerarli "antichi signori della guerra che hanno cambiato il mondo", come recita il titolo originale che tradotto suona così: "Dall'Armageddon alla caduta di Roma. Come gli antichi Signori della Guerra hanno cambiato il mondo". Persino la sinossi sui siti di vendita muta dal mercato anglosassone a quello italiano dove il carattere serio di questo saggio tende ad essere leggermente sminuito a favore di un approccio più soft. Comunque sono scelte editoriali che a noi lettori interessano fino ad un certo punto.

"Leonida alle Termopili", datato 1814, di Jacques-Louis David
Leonida, re di Sparta, è uno dei protagonisti del saggio "Eroi per forza". Lo vediamo ritratto nel dipinto di Jacques-Louis David, "Leonida alle Termopili", datato 1814.

Durschmied, essendo un giornalista di professione, adotta uno stile narrativo molto discorsivo nel raccontarci la Storia. Evita la "simpatia a tutti i costi", molto in voga negli ultimi tempi tra saggisti e improvvisati tali. Forse è giusto approcciarsi alla Storia evitando le classiche disamine formali e piene di date e note a margine proprie di un saggio accademico. Un pubblico giovane o meno esperto e appassionato della materia, potrebbe gradire uno stile più leggero, moderno e funzionale nel raccontare fatti ed eventi di tanto tempo fa. Persino agli addetti ai lavori potrebbe essere gradita una lettura più easy di argomenti studiati e approfonditi per anni. Ma da qui a fare della Storia una satira forzata e ricercata a tutti i costi ce ne corre. Torno un istante alla "Storia di Roma" di Montanelli. Fu uno dei primissimi saggi (datato 1959 nell'edizione Rizzoli) a presentarci la Storia con un linguaggio schietto e appartenente alla quotidianità. Stiamo parlando però di uno dei giornalisti più omaggiati della cultura italiana, di grande intelletto e di fine cultura indipendentemente poi dalle opinioni personali circa le sue idee. Leggere al contrario di saggisti/studiosi in erba che raccontano di un condottiero che si pettinava il riporto con litri di saliva o che si macchiava di incredibili atrocità senza il supporto confrontabile delle fonti è fastidioso. Sono dicerie, note di colore, esasperazioni che sminuiscono la  Storia nel tentativo (forse in buona fede) di renderla più abbordabile.

Erik Durschmeid"Eroi per forza"... Dicevo che Erik Durschmeid è uno giornalista, scrittore e professore di storia militare, di nazionalità austriaca, classe 1930. Corrispondente di guerra per la  BBC, ha vissuto diversi conflitti della Storia (Vietnam, Afganistan, Iraq e via dicendo), intervistato tanti personaggi famosi tra cui John Kennedy e Saddam Hussein, realizzato documentari e scritto diversi libri, divenuti per la maggior parte best sellers mondiali. Parliamo dunque di un autore di primissimo livello. "Eroi per forza" è infatti un bel saggio, molto dettagliato di ben 495 pagine. Pubblicato in Italia nel 2004, gode di una buona traduzione e l'edizione presenta una serie di tavole strategico-tattiche di battaglie e assedi. Il prezzo si aggira sui venti euro, seppur in giro per la rete si possa acquistare a molto meno, essendo un libro non più di primo pelo. Diciassette conflitti dell’antichità con relativi scontri vengono passati in rassegna con maestria e assoluta competenza nella cronaca di guerra. C’è molta attenzione nell’illustrare l’intero contesto storico-politico non limitandosi alla sola descrizione dell’evento specifico. Per cui posso definire questa opera di ampio respiro e molto valida nel calarsi dal generale al particolare con persino "un non sempre richiesto" eccesso di notizie e dati. Non è dunque un libretto da due soldi ma un saggio molto interessante e per un pubblico quantomeno "informato" sugli argomenti trattati. Notevoli gli ultimi capitoli dedicati alla crisi dell’Impero Romano. Dal regno sfortunato di Valente, caduto in battaglia ad Adrianopoli contro i Visigoti di Fritigerno (9 agosto 378), agli ultimi anni dell’Impero Romano d’Occidente con il ritratto appunto di Ricimero, generale barbaro al soldo capitolino, uccisore di imperatori e detentore del potere dal 460 fino alla sua morte avvenuta nel 472. Durschmied si sofferma sui tanti aspetti che possono aver contraddistinto il percorso formativo, le fortune e le sfortune dei personaggi affrontati di volta in volta. Spesso eventi politici o militari, all’apparenza di secondo piano, hanno determinato la sorte di un eroe o la caduta di un altro. Regni e imperi si sono forgiati attraverso grandi battaglie e fatti drammatici percorrendo i secoli e collassando così come erano nati, in una virtuale quanto impietosa parabola discendente. La Storia, coarcevo di valore, coraggio, genio, stupidità e inganno è un meraviglioso universo di sapere con il quale l’autore cerca di farci entrare in contatto con un talento narrativo che appartiene ai grandi scrittori del nostro secolo.

Data di pubblicazione articolo: gennaio 2017
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